Pasqua senza agnello?
Pubblicato da Luigi Gallo alle 19:16 in Benessere, Nutriterapia, Nutrizione, Salute, Scienza
Roberto Russo di Species ci chiede nel suo commento al post sulla cannabis del 30.03.2007 se desideriamo unirci alla campagna A Pasqua, lasciami vivere, da lui ideata insieme a Paola Segurini di Gattivity e a cui hanno già aderito altri bloggers tra cui Pollicino, Spotx,, Omoios, Professor Echos, Addiction, Dietro le Quinte, Video Pazzeschi e Eco Alfabeta.
Segnaliamo l'iniziativa perché riteniamo giusto che chi percepisce l'uccisione dell'agnellino da latte come una crudeltà superflua, abbia diritto di esprimere questo suo sentimento e condividerlo utilizzando il mezzo normale e civile della persuasione.
Ma non aderiamo direttamente all'appello, pubblicando il banner, perché preferiamo che il tema "cibo animale sì, cibo animale no" in questo blog venga affrontato in una prospettiva più ampia che include non solo scelte emotive o ideologiche, ma anche considerazioni culturali, aspetti gastronomici, dinamiche psicologiche e, non da ultime, valutazioni nutrizionali.
Le abitudini alimentari dipendono sia da gusti personali sia da altri fattori di tipo sociale, ambientale e temperamentale molto individuali. Alcune pietanze poi implicano aspetti etnico-storici e rituali radicati e profondi. Vedi ad esempio, per quanto riguarda l'agnello, la Pasqua ebraica.
Vorrei comunque aprire questo post alle vostre riflessioni in merito. Cosa pensate dell'alimentazione vegetariana? E' giusto non nutrirsi per niente di cibi animali? Uccidere animali a scopo alimentare è da considerarsi un crimine?
Attendo i vostri commenti. Io intanto mangio microalghe :-)






1. Marika, Domenica 1 Aprile 2007 ore 22:48
Sono d'accordo con voi, è un tema che "va affrontato in una prospettiva più ampia che include non solo scelte ideologiche, ma anche considerazioni culturali, psicologiche e non da ultime nutrizionali". Quasi sempre le considerazioni culturali impediscono di poter dar adito ad un confronto che si basa sulla razionalità e sulla coerenza.
Se è possibile alimentarsi in modo corretto senza uccidere altri esseri viventi senzienti, le basi etiche della dieta onnivora si dissolvono inesorabilmente
2. Sara SpotX, Domenica 1 Aprile 2007 ore 23:06
Ciao Luigi, capisco perfettamente i tuoi dubbi. Anche io ne ho avuti inizialmente non tanto nell'aderire quanto nell'esporre il banner in quanto non sono ne vegetariana ne vegana. Poi però, senza ulteriori esitazioni ho deciso di esporlo anzi, di metterlo su ogni post che pubblicherò questa settiamana perchè ritengo immorale uccidere così una animale, un agnellino,sottoponendolo ad una morte atroce, una tortura inutile, e il banner mi sembra un ottimo modo per catturare l'attenzione e richiamare ad una causa più estesa. Daltra parte le motivazioni che a Pasqua ci spingono a consumare agnello sono legati alle nostre tradizioni e alla nostra cutura e come sottolineavi alle tradizioni religiose. Credo sia impossibile cambiare questa tradizione, soprattutto a livello religioso. Ad esempio la mia famiglia è per metà ebrea ed è sarebbe inconcepibile cambiare un "rito" che è parte stessa dell'identità di un popolo e di una religione così antica. Però ci sono molti modi di uccidere un animale senza una prolungata sofferenza ed un agonia tremenda. E' per questo che dobbiamo batterci. Quindi ti seguirò sulla strada delle microalghe (almeno ci provo!)
3. Marika, Domenica 1 Aprile 2007 ore 23:42
Nel precedente intervento ho ricordato l' impossibilità di dare adito ad un confronto basato sulla "coerenza". Uccidere un animale a Pasqua non può essere meno immorale di uccidere animali senzienti per il resto dell'anno
L'identità di una comunità civile deve essere fondata su valori etici che esprimono il rispetto della vita nelle diverse forme in cui si manifesta
4. Roberto, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 08:00
Premessa: non posso essere definito vegetariano, vegano o altro. Sono sì un simpatizzante, ma non "appartengo" a nessuna di queste tipologie. Con la "scusa" della quaresima ho proposto sul mio blog - Species - un Percorso Veg* nella certezza che se per un periodo dell'anno non si mangiano carni e derivati non succede nulla. In questo mi aiuta la mia tradizione contadina: provengo da una famiglia contadina del sud pontino in cui, lo ricordo ancora molto bene, la domenica era il giorno di festa nel quale si mangiava carne, possibilmente quella dei polli che ogni famiglia allevava e ancora alleva. Per un periodo ho lavorato nella ristorazione e lo spreco di carne che si fa in questi luoghi è spaventoso. Un ultimo esempio: quindici giorni fa ho partecipato al battesimo del mio ultimo nipote. Al ristorante ho chiesto a un cameriere se mi poteva dare qualche avanzo da portare ai miei cani. Il cameriere dopo un po' è venuto con un "bustone" colmo. La sera arrivato a casa ho aperto il contenitore e dentro c'erano - fra avanzi di pasta e riso - ben 15 (dico 15 le ho contate!) bistecche con l'osso. Festa per i miei cani, è vero. Ma che tristezza! Credo che il problema non sia quello di uccidere animali a scopo alimentare (l'uomo sempre e comunque viene prima nella scala dei valori), bensì quello dell'uso e dell'abuso a cui gli animali vengono sottoposti. Non sta a me giudicare o modificare tradizioni religiose (del resto, al pari degli gli agnelli, ieri - Domenica delle Palme - è stato fatto scempio di rami di ulivo...), ma anche gli animali vanno rispettati. Perché ucciderli in maniera truce, tra atroci sofferenze? Concordo con quel che dice Sara: «Ritengo immorale uccidere così una animale, un agnellino, sottoponendolo ad una morte atroce, una tortura inutile, e il banner mi sembra un ottimo modo per catturare l'attenzione e richiamare ad una causa più estesa». Poi, ovviamente!, ognuno è libero di mangiare quel che crede, come crede e quando crede. Sono dell'idea che «est modus in rebus». Al di qua e al di là difficilmente può sussistere la cosa giusta. Forse, ripeto, si è perso di vista il fine delle cose: oggi ci si ingozza, non si mangia più. E questo è un male. Per noi. Per gli animali. E per il mondo vegetale.
Grazie della possibilità che ci dai di confrontarci su tale tema. A presto!
5. Marika, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:34
"Credo che il problema non sia quello di uccidere animali a scopo alimentare (l'uomo sempre e comunque viene prima nella scala dei valori), bensì quello dell'uso e dell'abuso a cui gli animali vengono sottoposti."
In termini etici il problema è mal posto. La definizione di etica è chiara ed unica, è un criterio di valutazione che può essere applicato solo all'azione umana perchè l'uomo, a differenza delle piante e degli animali, è un essere che ha coscienza delle proprie azioni e delle responsabilità che ne derivano. Sostenere che l'uomo è l'animale più forte e può come il leone disporre ed uccidere gli animali più deboli per sopravvivere è scorretto da un punto di vista etico.
6. mpaola, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 09:46
Al di là dei comportamenti personali, concordo ovviamente con Roberto, sull'ingozzarsi e sugli scempi. E con Sara e Marika. La nostra è principalmente un'operazione di sensibilizzazione sulla violenza perpetrata sugli animali, l'agnello è un simbolo (e in quanto simbolo dell'innocenza lo è al quadrato) di tali violenze. Le valenze antropologiche e nutrizionali sono tutte da analizzare, a mio parere.
Grazie dell'opportunità di confronto, su un tema abbastanza scottante.
7. Roberto, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 11:22
Ciao Marika, forse ho posto male la questione e ti ringrazio della precisazione.
8. silvia arosio, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 14:52
Io sono un'animalista convinta. Sto male anche ad uccidere una zanzara.
Purtroppo, per motivi di salute importanti (pesante forma di anemia), non ho mai potuto rinunciare alla famosa "fettina".
So che il ferro può essere integrato anche da altri alimenti che non siano carne, ma, credetemi...........Con la ferritina a 4 devo per forza integrare con ferro e carne.
Certo, non voglio pensare a cosa mangio e a quello che era prima....Sto già male così...ma purtroppo per me è inevitabile.
Sono d'accordo con chi parla degli ABUSI sugli animali.
Comunque non ho mai mangiato nè agnello nè coniglio ;-)
9. mym, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 15:45
Alcuni per rammentare il passaggio del Mar Rosso, altri la resurrezione di Cristo, altri ancora perché usa così... molti sono coloro che ogni anno festeggiano la domenica che segue il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera nutrendosi delle carni prodotte dall'uccisione di centinaia di migliaia di agnelli. Dubito che questi consumatori di carni appartenenti ad animali appena nati (nella tradizione romana l'abbacchio non deve avere più di 20 giorni), abbiano mai visto un mattatoio o anche solo l'uccisione di un agnello, di un capretto. Non sarebbe sciocco vedere per sapere. Rendersi conto delle conseguenze, anche di sofferenza, dovute alle nostre scelte alimentari non può che affinare le motivazioni legate a tali scelte. In particolare: provocare sofferenza, immettere sofferenza nel mondo -ovvero in un sistema interconnesso- è un atto che comporta una grave responsabilità
Buona Pasqua!
È l'augurio del momento, e come tale è bello con quel "buona" a fronte, le rondini, le campane, i fiori, le uova di cioccolato con la sorpresa.
Peccato per tutto quel sangue e quei belati disperati. Che facciamo, alziamo un po' il volume della tele?
mym
10. Frank Galvagno, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 18:10
Ciao a tutti, io mi trovo sulla linea di Roberto.
Non mi ritengo invece un "animalista" come Silvia.
Le feste religiose sono un "concentrato" di consumo di carne, ovviamente per motivi culturali... non ci sono ragioni logiche! Ma sono solo la punta dell'iceberg ... a fare "massa" è il nostro consumo quotidiano!
Resta il fatto che dal dopoguerra il consumo di carne è aumentato enormemente, a causa (anche se non si vede) dell'aumentata disponibilità energetica.
Si sono creati i business enormi (ovviamente sostenuti dall'Energia), quelli degli allevamenti intensivi, che a loro volta sostengono la nostra "fame" di carne.
Dal mio punto di vista applico un criterio generale: "il troppo stroppia". Semplice, apparentemente banale ma nel contempo geniale.
Se mangiare animali comporta uno "svantaggio energetico", occorre bilanciare (oggi stiamo esagerando!)
Ma come suggerisce Silvia, la carne contiene oligoelementi difficilmente reperibili per altra via (forse Luigi qui mi puoi correggere tu)... inoltre gli animali sono veri e propri "reattori metabolici" in grado di produrre nutrimento partendo da vegetali da noi non assimilabili. Pensiamo ad esempio ai seminomadi che vivono di pastorizia in località molto aride.
Nulla di grave per me dunque a nutrirci anche di carne! Con tendenza alla moderazione e a costituire allevamenti "sostenibili".
11. Marika, Lunedì 2 Aprile 2007 ore 18:54
Ti posso correggere, a parte casi di anemia gravi e di particolare natura, il ferro non-eme contenuto nei vegetali è facilmente assimilabile se combinato con la vitaminaC (esempi: lenticchie condite con succo di limone, verdure a foglia verde scuro con succo di limone o d'arancia). Anzi sembra che il ferro eme della carne se assunto in eccesso tenda ad accumularsi e può essere correlato con alcune patologie renali; il ferro non eme invece non si accumula
Domanda: in base a che criterio il capretto è il simbolo dell'innocenza? I maialini che tutti giorni sono sacrificati (per non usare il termine sgozzati) cos'hanno di diverso dal capretto da non meritare la nostra attenzione e la nostra pietà? Sono anch'essi esseri senzienti in grado di percepire la sofferenza ma sono sfortunati perchè non sono in grado di catturare la nostra simpatia (come un gatto o un delfino)
Eppure mi sfugge il senso
12. Fabrizio, Martedì 3 Aprile 2007 ore 00:31
"l'uomo sempre e comunque viene prima nella scala dei valori"
Ne sei proprio convinto ?
"Ad esempio la mia famiglia è per metà ebrea ed è sarebbe inconcepibile cambiare un "rito" che è parte stessa dell'identità di un popolo e di una religione così antica."
Uno dei motivi più validi per non seguire nessuna religione
"Poi, ovviamente!, ognuno è libero di mangiare quel che crede, come crede e quando crede"
Allora anche i cannibali sono liberi di mangiare quel che credono, come credono, quando credono?
Il fatto è che noi esseri animali "umani" ci prendiamo troppo sul serio, riteniamo di essere al centro del mondo, ma siete proprio convinti che sia così?
13. Fabrizio, Martedì 3 Aprile 2007 ore 00:46
"Nulla di grave per me dunque a nutrirci anche di carne! Con tendenza alla moderazione e a costituire allevamenti "sostenibili"."
Che tristezza, che insensibilità, che cinismo. Mi chiedo come un mio simile possa argomentare con tanto "tecnicismo" la morte di un altro essere vivente. Nessuna empatia nessuna pietà, solo aridità. Eppure hanno "loro" tutto ciò che abbiamo anche noi compreso il cervello che noi non usiamo.
Finchè vi saranno esseri umani di tal fatta, è comunque una battaglia persa.
La pasqua? Per me nessuna festa, solo tristezza amara e un angoscioso, insostenibile richiamo al "silenzio degli innocenti" loro, si innocenti.
Solo un essere senza nessuna pietà nè ritegno può strappare un piccolo appena nato, ucciderlo mostruosamente e cibarsene.
14. mpaola, Martedì 3 Aprile 2007 ore 08:47
In merito al capretto o agnello, la valenza simbolica del sacrificio è indicata genericamente qui.
Dobbiamo ricordarci che si trattava di civiltà agrosilvopastorali, non metropolitane....(sarebbe come ogg isaltare sopra al proprio telefonino per avere una protezione dall'alto) e che le tradizioni si cambiano, se no gli afroamericani sarebbero ancora schiavi e le donne non voterebbero (perdonate l'affermazione quasi banale, ma a volte ce ne dimentichiamo....).
Chiaro che la campagna di sensibilizzazione che stiamo portando avanti con l'aiuto di tanti blogger vuole portare l'attenzione sui diritti degli animali e sul nostro atteggiamento utilitaristico nei loro confronti.
In ambito strettamente nutrizionale, consiglio a chi sostiene che cibarsi di carni sia obbligatorio, di consultare il sito della società scientifica di nutrizione vegetariana.
Saluti :-)
15. Marika, Martedì 3 Aprile 2007 ore 10:15
Gli interessi economici degli allevamenti intensivi e non sono di tale portata da interferire con la divulgazione di nozioni scientifiche corrette. Avete mai sentito un nutrizionista, durante i programmi televisivi di medicina, promuovere le diete vegetariane? Semmai continuano a sostenere che la carne è indispensabile per il ferro, i latticini per il calcio, il pesce per gli acidi grassi polinsaturi, che le proteine animali sono insostituibili, che la vitamina d si trova solo nei derivati animali, che le diete vegetariane sono innaturali perchè richiedono l'integrazione della vitamina b12.
Solo un appunto seguo il blog di Wellness and performance, il messaggio per la campagna in favore dei capretti è stato cancellatto senza meritare nemmeno un messaggio di giustificazione da parte del blogger (wellness=> salutismo egocentrico=> antropocentrismo=> indifferenza verso le altre specie)
16. Roberto, Martedì 3 Aprile 2007 ore 12:35
Io ripeto il mio concetto: secondo me l'uomo viene sempre prima. Fra un agnello e un bambino salvo il bambino. Del resto fanno lo stesso anche gli altri animali che "salvano" prima quelli della loro specie, no? Io credo che veg in genere (anche noi simpatizzanti) a volte esageriamo: o la si pensa come noi o si è "peccatori", "cinici", "assassini". La campagna lanciata vuole essere di sensibilizzazione e non di obbligo. Si ha ragione a dire che ci sono anche altre categorie di animali che non vengono "difese": ma le campagne si fanno per sensibilizzare a tutto il problema. Se si facessero campagne per ogni animale alla fine risulterebbero uguale a nulla perché porterebbero alla saturazione.
In merito ai blog che hanno cancellato la nostra richiesta (o che l'hnno definita demenziale - andate su Species e vedete i commenti): ognuno è libero di pensarla come vuole.
17. Marika, Martedì 3 Aprile 2007 ore 12:49
"Io ripeto il mio concetto: secondo me l'uomo viene sempre prima. Fra un agnello e un bambino salvo il bambino."
Ma questo è un modo per non affrontare il vero problema: la decisione di non uccidere animali per scopi alimentari non vedo come possa interferire con la vita di un bambino o di un altro essere umano. Come fai a sostenere che i vegetariani ed i vegani per mettere in pratica la loro dieta siano meno attenti ad altri problemi umanitari?
18. Roberto, Martedì 3 Aprile 2007 ore 13:06
Ciao Marika, non credo di aver detto che «i vegetariani ed i vegani per mettere in pratica la loro dieta siano meno attenti ad altri problemi umanitari». Il mio era solo un esempio per dire che, per quel che mi riguarda (sto parlando di me, non del mondo in generale...), ho una scala di valori che mette al primo posto l'essere umano. Tutto qua.
19. Luigi Gallo, Martedì 3 Aprile 2007 ore 13:21
Penso Marika, che se W&P voglia aderire o meno a una campagna, sia una sua libera scelta. Avrà sicuramente le sue ragioni. Se vuoi muovergli appunti o semplicemente chiedergli il perché non aderisce, penso che dovresti farlo nel suo blog, non in questo. Io nemmeno ho aderito, per i motivi che ho spiegato nel post, ma ho posto degli interrogativi sul tema più ampio del perché si può scegliere o meno di mangiare cibi animali. Ciascuno in questa discussione sta spiegando i suoi motivi (ideologici, ecologici, psicologici...). Oggi ad esempio un amico mi segnalava il parere di un sito buddista sul tema. Potete leggerlo qui. Ma quelli che mangiano carne e pesce con gusto e piacere, senza percepirla come un'ingiustizia o una colpa, dove sono? Vorrei sentire anche loro. Teoricamente dovrebbero essere la maggioranza, stando alle statistiche...
LG
20. Fabrizio, Martedì 3 Aprile 2007 ore 13:21
"ho una scala di valori che mette al primo posto l'essere umano"
Le domando, perchè? Perchè in un'ipotetica scala di valori non possiamo essere tutti uguali ? Perchè crede di essere diverso?
21. mpaola, Martedì 3 Aprile 2007 ore 13:42
Scusa Roberto, ma credi che ti troveresti mai nella situazione di dover scegliere tra un bambino e un animale? E inutire teorizzare. Consumando carne stiamo distruggendo il pianeta, quello che dovrebbe restare ai nostri figli, umani. E questione di prendere atto, ns pancia vs futuro degli altri.
22. Roberto, Martedì 3 Aprile 2007 ore 13:57
Ciao Paola e ciao Fabrizio,
spero di non trovarmi mai nella situazione di scegliere tra un animale e un bambino. Lo sapete come la penso e come mi comporto: la carne non la mangio. E come mi risultano difficili da accettare i comportamenti di quelli che denigrano il "nostro" modo di vivere, mi risultano anche difficili da accettare alcuni "nostri" atteggiamenti. Mi spiego: perché prendersela con una campagna a favore degli agnellini dicendo che ci sono anche altri animali che vengono uccisi e nessuno difende? Perché tirare subito in ballo il discorso religioso? Mi sta benissimo l'aspetto etico (su quello nutrizionista taccio perché sono completamente ignorante in materia, tranne il fatto che sto benissimo!). La domanda che mi ronza sempre è questa: come mai noi che abbiamo fatto una scelta di dialogo con il resto del creato, diventiamo immediatamente incapaci di dialogo di fronte a chi la pensa diversamente da noi in questo campo? È un mio cruccio, forse infantile, non so. Ma di fatto dividere il mondo fra "veg" e "non veg" non mi piace. Rispetto tutt* e chiedo rispetto. E nel mio piccolo faccio quel che posso (cfr la nostra campagna a favore degli agnellini, di cui non sarò mai sufficientemente grato a Paola!)
23. Fabrizio, Martedì 3 Aprile 2007 ore 14:19
Devo ragionarci un pò sopra e poi ti rispondo, comunque ti faccio una domanda, il concettto uccidere, (qualsivoglia essere vivente) è degno di rispetto?
24. Marika, Martedì 3 Aprile 2007 ore 14:24
Roberto una domanda a cui ti chiedo di rispondere in veste di onnivoro (è una domanda per tutti gli onnivori)
Se da un punto di vista nutrizionale le diete vegetariane sono in grado di mantenere l'organismo umano in salute, ti chiedo perchè l'uomo dovrebbe continuare ad uccidere animali per alimentarsi?
X Luigi, hai ragione, ma sono rimasta delusa non dalla scelta di non aderire alla campagna, ma dalla mancata giustificazione, anche nei confronti dei promotori (la giustificazione di W&P non è presente neppure sul blog di Species) Ma chiudo l'argomento, scusatemi
25. Roberto, Martedì 3 Aprile 2007 ore 14:36
Marika, forse non mi sono spiegato: io sono [simpatizzante] vegetariano :) E con simpatizzante intendo dire che normalmente sono vegetariano. Solo in casi eccezionali (se mia mamma che mi vede una volta l'anno mi prepara un piatto non veg*... lo mangio, per non farla rimanere male...)
Per Fabrizio: andiamo su un terreno scivoloso. Uccidere non è un concetto che condivido. A volte però è necessario. Ci penso pure io prima di darti una risposta :)
26. alfonsa costanza, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 13:24
Cinque ani fa mio figlio torna a casa da una gita con gli amici; era pasquetta ed avevano portato con loro un capretto da latte. Dopo la scelta ecologica di un bel prato all'aperto, lontani dai rumori e dallo smog, pensarono bene di approntare una brace e lì deporre la "vittima", in sacrificio della giornata di festa. Ognuno poi si ingozzava andando personalmente (il bello della diretta) a strappare con le mani la carne dallo scheletro dell'animale che, perchè ci si ricordasse che era proprio "vero", conservava intatta la testa attaccata al collo, con tanto di occhi sbarrati e lingua penzolante. ORRORE!
Da quel giorno mio figlio non mangia più carne. Di nessun genere. Io ho rispettato e continuo a rispettare assolutamente la sua scelta; e lui non mi ha mai accusato di alcunchè rispetto alla mia, di continuare a mangiarne.
Io, però, inconsapevolmente, sento che la carne mi piace sempre meno e, inconsapevolmente, mi sento sempre più a disagio.
Credo che, mentre l'animale agisce direttamene la sua etica, fatta di leggi chiare e necessarie, l'uomo ha invece sempre bisogno (non è più bello così?) di imparare o di riimparare di educarsi alla vita in questo mondo, con gli altri, uomini, animali, vegetali e quant'altro.
La consapevolezza non ci è data precotta e neppure è possibile usifruire di quella di un altro, prendendola a prestito.
Così mi piace che ognuno possa avere, nel tempo delle scelte, i suoi momenti di riflessione nel rispetto di sè e degli altri, per dispiegare al meglio ragioni e dubbi circa i propri comportamenti e di quelli altrui...impresa difficile in quest'era di proibizionismi e di forzate liberalizzazioni e di ricerca compulsiva di colpe che giustfichino, per l'appunto, la designazione di "capri espiatori".
Cioè, mi chiedo, dov'è oggi lo spazio per pensare? E quello per desiderare e per scegliere? C'è troppa fretta, il mondo corre, si sa, e così, spesso, le decisioni, quelle più importanti, le prendono gli altri, magari i politici di tutti gli Stati e di tutte le religioni, ma con quale consenso...? Fare altrimenti significa dichiararsi eretici, non importa se di qua o di là, comunque macchiarsi del peccato di "tradimento".
E così, quando ci si dibatte, tra droga sì e droga no, o vegetariani sì oppure no, DICO sì, DICO no, ecc...abbiamo spesso il sentore del giudizio negativo che ci alita sul collo e che, alla fine, ci bollerà, comunque. Bhò!
Piano, senza spingere, per favore.
Un pellegrinaggio è bello perchè, con la "scusa" di andare verso una meta (una scelta convinta?), intanto ci si muove, si incontrano altri, ci si arricchisce di pensiero di esperienza.
Per questo dico grazie a Luigi per questo spazio a disposizione e grazie anche alle persone che hanno aderito allo scambio di idee; concordo sicuramente con chi trovandosi confuso nella discussione, rispetto alle questioni che emergono, prima magari non considerate, dichiara di voler riflettere...
A me piace pensare che sto pensando alla faccenda. Intanto, a Pasqua, non mangerò animali; è una scelta che sento più "comoda" con me stessa, e questo, al momento, è il male minore che io possa farmi.
27. Marika, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 16:34
Ciao Alfonsa Costanza,
il ripudio verso la violenza, la prepotenza e l'uccidere è un valore forte che è già ben saldo in noi, tutti ne abbiamo coscienza, non occorre alcuna giustificazione per legittimarlo. Non è mia intenzione negare un diritto - il tempo per riflettere - ma temo che la soluzione del dilemma sia semplice e riconducibile a dei minimi termini:
_devi chiederti se le diete vegetariane sono corrette dal punto di vista nutrizionale
_e, se una dieta vegetariana, alternativa alla dieta onnivora, è possibile, che ragioni d'essere permarreberro a difesa delle mattanze degli allevamenti di cui chi mangia carne è responsabile?
"Credo che, mentre l'animale agisce direttamene la sua etica, fatta di leggi chiare e necessarie, l'uomo ha invece sempre bisogno (non è più bello così?) di imparare o di riimparare di educarsi alla vita in questo mondo, con gli altri, uomini, animali, vegetali e quant'altro."
Saggia riflessione, ma dunque il rifugiarsi in tradizioni radicate nel passato ("l'uomo è sempre stato carnivoro", "i riti religiosi ci impongono di sacrificare carne", "in natura vale la legge del più forte") non è una chiara indicazione del volersi rifiutare di "imparare o riimparare ad educarsi alla vita in questo mondo, con gli altri, uomini, animali, vegetali e quant'altro"?
28. Roberto, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 21:02
Ciao Alfonsa Costanza e grazie del tuo commento. Credo che sia molto bello il paragone con il pellegrinaggio: intanto si cammina! E un cammino è anche quello dell'alimentazione: ognuno parte da un punto, si porta dietro la sua storia, le sue tradizioni, il suo modo di essere e raggiungere una meta. Se anche facessimo lo stesso viaggio probabilmente arriveremmo alla meta in maniera diversa. Reputo importante tutta questa nostra bella discussione perché ci poniamo delle domande. Gli estremismi e i discorsi monocorde mi lasciano indifferente. L'importante è camminare e porsi delle domande. Buona Pasqua, nel caso non dovessimo sentirci prima!
29. Marco Pagani, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 21:05
Avevo scritto unbuon commento qualche giorno fa, ma un server dispettoso me l'ha fatto sparire in fase di salvataggio. Ci sono almeno quattro buoni motivi er non mangiare carne. Li indico in ordine di consapevolezza ecologica crescente.
- Troppa carne fa male alla salute. Secondo i medici dovremmo ridurre il consum a circa un terzo dell'attuale (da 90 a 30 kg all'anno)
- In termini energetici, mangiando carne si mangia più o meno per dieci; il mais e la soia destinati all'allevamento di bovini e suini in Italia, potrebbero sfamare circa 60 milioni di persone all'anno. Al mondo c'è fame perchè il cibo è mal distribuito e chi mangia carne si appropria di una quota eccessiva
- Mangiare carne fa aumentare la nostra improta ecologica in modo insostenibile, anche perchè per produrre il mangime e per crescere gli animali si usano grandi quantità di combustibili fossili.
- Se siamo "umani" non possiamo trattare in modo "disumano" gli animali in allevamenti lager. Un conto è lasciare dieci vitelloni su un prato e un altro è averne mille rinchiusi in gabbie in un lager senza luce del sole.
Le tradizioni culturali e religiose non possono non tenere conto della sostenibilità dei nostri comportamenti.30. mpaola, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 21:42
Inutile dire che concordo con Marco (anche se i dieci vitelloni li lascerei invecchiare a oltranza) e penso chi i quattro punti da lui inseriti qui sono essenziali e più chiari di tante lunghe spiegazioni retoriche. Basterebbe che un po' di gente li capisse, e li considerasse.
La bella spiegazione di Alfonsa Costanza, seppur dall'esordio duro, è la cronaca di un percorso, di un ritmo di scelta, di riflessione, di analisi. Mi ricorda il viaggio di Tiziano Terzani verso il vegetarismo, a cui è giunto intorno ai 55 anni.
E interessante e confortante poter parlare con calma, senza subire aggressioni, né da una né dall'altra parte, oggi ho gia visto troppi post in giro in cui il "treno" dei commenti si conclude con un "me magno l'abbacchio e me lo rimagno, alla faccia degli abbacchi e dei veg*"
saluti il più possibile crulety free
31. alfonsa costanza, Giovedì 5 Aprile 2007 ore 22:15
Ciao Marika. Sento tutta la tua delusione e me ne dispiace.
A volte teniamo molto alle nostre idee e vorremmo poterle difendere perchè davvero le crediamo giuste: Come fanno, gli altri, a non accorgesene?
Ma, allora, cosa fare se se non si è d'accordo con chi ti dice:"l'uomo è sempre stato carnivoro", "i riti religiosi ci impongono di sacrificare carne", "in natura vale la legge del più forte"? Imporgli l'obbligo della nostra "redenzione"? Perchè l'altro non potrebbe fare altrettanto? Da questa simmetria di posizioni (aut-aut) non ne usciremmo più, se non con la prepotenza (o violenza) dell'uno sull'altro.
Chiarisco che, perciò, lodavo questa iniziativa in quanto, come sta succedendo, permette a chi ha il piacere di confrontarsi sull'argomento (con rispetto, ma anche esponendo con passione la propria idea), di farlo; e lamentavo, di contro ( non mi riferivo a te) i così esigui spazi in cui si possa pensare che, per ovvie ragioni, chi ci comanda ci mette a disposizione.
Ma se vogliamo fare anche un discorso autoreferenziale potremmo certo riflettere e poi ripartire, con qualche correttivo, non so...a me piacerebbe lasciare il discorso aperto e non giudicante, mi pare che si impari di più, così.
Anzi, a proposito del mio imparare, accetto il tuo consiglio e credo proprio che questa discussione abbia positivamente stimolato la mia pigrizia e smosso la mia sensibilità sulla questione: mi documenterò sul valore nutrizionale delle diete vegetariane.
A volte, è pure vero, le ragioni che sostengono le scelte delle persone sono quelle che noi non conosciamo, anche le più ovvie o stupide, che mai metteremmo nel nostro elenco di soluzioni "pronte per l'uso".
Ciao e grazie.
32. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 00:42
Ciao,
sono felice tu sia riuscita a cogliere le mie reali intenzioni, nonostante i toni duri da me ricercati. Credimi a volte la scelta di termini forti è voluta, non per ars retorica, non per imporre un credo, ma per rendere giustizia alla realtà. L'uso dei termini "mattanza", "sgozzare", "violenza" hanno una profonda radice di verità. Perchè generano sgomento ed indignazione? Perchè spesso sono verità incofessate, e quando sono rivelate è così doloroso prenderne coscienza che la stessa coscienza non può che negarne l'evidenza.
Il consiglio che posso dare a te e a tutti coloro che decidessero di intraprendere un cammino di approfondimento è di mettere da parte ogni sorta di ipocrisia e di verità data (culturale, ideologica), non per mia imposizione o per imposizione dei vegani/vegetariani, ma per rispetto della propria dignità di persona
La mia delusione non è verso di te, ma verso tutti coloro che non sanno dare valore alla vita (animale o umana, non vi è differenza quando la morte è provocata senza ragioni); sono delusa verso coloro che credono di poter discriminare tra la sofferenza di un vitello e di un delfino; sono confusa perchè sto cercando di comunicare in tutti i modi che uccidere senza ragioni è sbagliato, ma nessuno comprende
L'intervista a Marina
http://www.vegfacile.info/download/intervista_marina.mp3
Il gioco dell'oca di Vegfacile
http://www.vegfacile.info/index.html
33. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 01:27
Marco dimentichi nella classifica il motivo principale in termini di consapevolezza ecologica crescente:
le variazioni climatiche, gli allevamenti intensivi (livestock) sono responsabili di 1/5 delle emissioni di gas serra (hanno un impatto maggiore delle emissioni di tutti i mezzi di trasporto della terra) Se siete sorpresi, vi basterà leggere il rapporto scientifico della FAO di fine novembre
Sul primo punto, dipende dai medici; il professor Veronesi dice chiaramente che la carne non serve e che i vegetariani hanno un tasso di insorgenza delle malattie cardiovascolari inferiore agli onnivori; secondo il medico di base, diventando vegan avrei dovuto perdere parte dei miei capelli in alcuni mesi e avrei assistito al calo inesorababile di ferritina e zinco..
34. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 02:00
Sono quasi le due di notte: sono sconcertata. Ratzinger ha dato un responso incontrovertibile che condanna tutte le mattanze di capretti avvenute durante la celebrazione della Pasqua http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?p=166556
Ho ragione d'essere confusa?
35. Marco Pagani, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 07:59
Marika ha ragione a puntualizzare le emissioni di metano; le avevo genericamente incluse nell'impronta ecologica.
Credo che la preparazione scientifica di Veronesi e del tuo medico di base siano alquanto diverse... D'altra parte è comodo dire che è meglio nutrrsi di carne perchè lì si trovanno tutte le proteien già pronte, invece di doversele fabbricare. E' come dire che è meglio assaltare una diligenza invece che andare a lavorare...
36. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 09:32
Vi sto leggendo con piacere, e sto riflettendo.
Per me questi giorni, ancor più di altri, antecedenti alla "festa" sono di grande sofferenza, tristezza, sconforto, caratterizzati su tutto dall'impotenza e dalla consapevolezza interiore di poter, con difficoltà, vivere ogni giorno insieme ai miei simili.
37. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 09:43
Marika perchè sei confusa e sconcertata? Se il papa diventa animalista cambio sesso e mi faccio suora!
38. Roberto, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 09:49
Ciao Marika,
il papa non ha detto nulla di nuovo rispetto a quanto dice il vangelo. E se dicesse qualcosa di diverso dal vangelo sarebbe eretico. Non credo, comunque, che si possa prendere come esempio quest'omelia. Come forse sai, dopo la Pasqua Gesù, apparendo ai discepoli, mangia del pesce per far vedere loro che era una persona viva e vera e non un fantasma. Se ora il papa cita questo passo che si fa? Si attacca di nuovo la religione?
39. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 10:02
Roberto, Roberto, nessuno ti tocca la religione, tienitela pure e conservala bene, ognuno ha le sue credenze.
Io nessuna.
Nessuna Illusione, Nessuna Certezza e la consapevolezza di essere una COMPARSA, TERRA NELLA TERRA.
40. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 10:20
Ciao,
è lo stesso Ratzinger a dire che fino a pochi anni fa era impossibile stabilire se Gesù avese partecipato ad una cena pasquale (cena in cui si mangia il capretto); Ratzinger adesso sostiene con certezza storica che Gesù partecipò all'ultima cena dove non si mangiò e non si uccise in sacrificio nessun capretto. Solo nella cena pasquale dei giorni successivi, quando Gesù era morto, i discepoli sacrificarono il capretto. Dunque è un'usanza che è stata iniziata da uomini, e non vi è nessun avvallo divino
Non è in discussione l'essere onnivoro di Gesù
41. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 10:35
Lasciamo stare la "burocrazia" vi prego, ognuno è libero di credere alle storie più fantasiose (avvalli divini), tutto è iniziato dagli uomini e finirà con gli uomini. Se poi gesù era onnivoro o vegetariano credo non lo sappia nessuno e la questione sinceramente non mi interessa. Pensiamo agli animali (compresa la nostra specie) o credete di essere qualcosa di diverso da un'animale? Perchè se credete di essere diversi (e me lo dovete spiegare, senza alibi divini), e in questo caso specisti, il discorso si chiude inesorabilmente.
42. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 10:54
Commetti un errore, l'uomo è diventato "altro dalla natura". L'uomo era natura ma è diventato "altro" in virtù della capacità di coscienza delle proprie azioni, questo non può essere negato.
Altrimenti avvalli la legge del più forte che vige in natura: un leone uccide per istinto e per necessità gli altri animali più deboli, il leone non ha alternative perchè agisce d'istinto, non valuta con coscienza il proprio modo di agire, questa è la sostanziale differenza tra uomo e animale
Noi siamo i più forti in natura, ma possiamo decidere di agire diversamente dal leone
E' per questi motivi che l'etica, per definizione, può essere applicata solo all'azione umana, in virtù di una capacità di coscienza del proprio modo di agire e delle responsabilità che possono derivarne
43. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:09
Cara Marika è qui che sbagli, il tuo ragionamento parte dal fatto che solo noi possiamo ragionare e avere un'etica.
Il grosso problema è che misuriamo tutto secondo il nostro metro di giudizio senza "mettere il naso fuori dalla porta"
Siamo portati a giudicare, disquisire, analizzare cose che non conosciamo solo perchè non capiamo, chi ci dice che l'intelligenza di un leone non possa essere paragonata alla nostra ? solo perchè il leone non utilizza un cellulare?
O la sua intelligenza che gli permette di vivere (bontà dell'uomo) in condizioni limite (appunto senza cellulare) è più adattiva della nostra ? Ci hai mai pensato?
Noi esseri umani non applichiamo la legge del più forte?
Quando sgozziamo un agnellino, non applichiamo la legge del più forte ? La nostra vita è peggio di una giungla.
MA stai scherzando ?
Come al solito ci prendiamo troppo, troppo, sul serio!!!
44. Luigi Gallo, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:23
Non dubito dell'intelligenza del leone o della natura in generale, ma credo che la morale e l'etica, così come la religione e la politica, siano invenzioni prettamente umane anche perché inevitabilmente legate alla possibilità di comunicare attraverso la parola e lo scritto, quindi di trasmettere cultura. Mi sbaglio?
LG
45. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:25
Hai mai visto un leone che risparmia le sue prede quando ha fame? L'apparato digestivo del leone nel corso della storia ha registrato adattamenti verso un' alimentazione di tipo vegetale? Eppure nell'uomo gli esempi di questi adattamenti non mancano (vedi articolo sull'enzima lattasi su Protonutrizione)
L'uomo ha la possibilità di decidere e di essere cosciente delle proprie decisioni (che una persona decida di sgozzare un capretto e un'altra decida di mangiare vegetali è la dimostrazione nitida di come l'uomo abbia la possibilità di decidere in un verso o nell'altro; nel leone queste prove non sussistono)
46. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:36
No Luigi non sbagli, ma questo non implica che le prescrizioni etiche siano necessariamente antropocentristiche, anzi come vedi, attraverso definizioni etiche articolate dall'uomo emerge l'ingiustizia che grava sugli animali ad opera dell'uomo
47. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:38
Luigi, appunto invenzioni umane, ma evitiamo il più possibile di vedere le cose sempre dal nostro punto di vista.
Marika: E tu hai mai visto un uomo quando ha fame risparmiare le sue prede? L'uomo non risparmia le sue prende anche quando non ha fame questo ti dice niente?
Mi consta che l'uomo non abbia la stessa dentatura del leone o sbaglio? E' l'unico animale che continua a bere latte a 80 anni e questo la dice lunga sul nostro adattamento forzato.
Guarda questo filmato e cambia idea:
http://www.youtube.com/watch?v=tgW3FdsvTEs
Ok Ok Siamo diversi, contenti voi contenti tutti, rimanete con questa pia (appunto pia) illusione.
48. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:44
Cara Marika sul filmato che vedrai, come sul papa, rimarrai sconcertata e confusa, ma non è colpa mia, quello che si crede a volte non rispecchia la realtà delle cose che a volte sfuggono la NOSTRA COMPRENSIONE di esseri ormai votati all'autodistruzione.
49. Roberto, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 11:44
Fabrizio: mi spieghi come mai o la pensiamo come te o siamo illusi?
Marika: forse hai dimenticato che Gesù era ebreo e che la Pasqua è una festa ebrea e che non l'ha celebrata solo l'ultimo anno di vita perché è morto lui?
Non sto facendo un discorso sulla religione o sulle credenze varie. Solo che non mi sembrano le motivazioni migliori per scegliere un tipo o l'altro di alimentazione. Che, essendo scelte, sono libere.
50. Marika, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 12:08
Fabrizio ti sbagli, quando sono affamata mangio tutto quello che posso: mele, babane, noci, mandorle, carote, ceci, nonostante sulla mia tavola siano presenti salumi latticini uova.. Sono vegana da 11 mesi ma non sono la sola, siamo in tanti anche se in minoranza rispetto agli onnivori
Mi dispiace ma se è un filmato duro e crudo non me la sento di vederlo, lo lascio volentieri a chi per credere ha necessità di vedere
Roberto le precedenti considerazioni sono in merito all'uccisione del capretto nella celebrazione della ricorrenza cristiana; e come la vostra campagna era mirata ad evitare esclusivamente la mattanza nel giorno di Pasqua, anche il mio intervento su Ratzinger è una riflessione limitata alla ricorrenza pasquale
Le motivazioni per diventare vegan sono altre
51. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 12:11
Per me siete degli illusi, ma non credo che questo comporti dei problemi "etici", nevvero ? :)
Che, essendo scelte, sono libere.
E qui ritorniamo al problema, uccidere un essere vivente può essere un scelta libera?
52. Fabrizio, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 12:16
Mi dispiace ma se è un filmato duro e crudo non me la sento di vederlo, lo lascio volentieri a chi per credere ha necessità di vedere.
Ti prego guardalo, non è eccessivamente crudo, è la vita della giungla e non c'entra niente l'essere umano.
Alla fine sorprende per dolcezza.
53. SILVANO, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 17:27
VISITATE UN MATTATOIO, OSSERVATE COME MUOIONO GLI ANIMALI, COME VENGONO UCCISI; UN TALE GESTO NON PUO' LASCIARCI IMPASSIBILI. SE POSSIAMO FARNE A MENO RINUNCIAMO ALLA CARNE. BUONA PASQUA, BUONA FESTA DELLA VITA.
SILVANO
54. Luigi Gallo, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 18:24
Accogliamo anche l'URLO di SILVANO. Benvenuto tra noi.
Ma quelli che si godono le succulente fiorentine al sangue dove sono? E gli chef e i gastronomi? Perché non ci raccontano anch'essi delle loro emozioni? Non si vergogneranno mica?
Oggi siamo stati citati (ma non in giudizio) da lastelladelmattino :-)
LG
55. alfonsa costanza, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 19:53
Fabrizio, ho visto il tuo filmino che mi ha commossa, e ciò nonostante io non sappia leggere l'inglese.
La parola, è sempre davvero così importante?
Io parlo spesso con i miei animali (ho due cani, un gatto e un coniglietto) e loro, che non possono rispondermi con la mia lingua, mi comunicano a modo loro: chi mi dà la zampa, chi mi lecca, un altro fa l'occhiolino, spesso mi danno bacetti....mi illudo? Forse,ma io sento tanto affetto che passa tra noi e mi auguro che loro non si illudino su di me e non abbiano a soffrire di qualche mia distrazione, incomprensione o incapacità nei loro confronti.
Non è questo un esempio di adattamento reciproco?
Luigi, sono confusa (mal comune...) circa l'etica, la morale e la comunicazione.Certo, l'etica e la morale sono costruzioni dell'uomo, ma prima cos'era?Non era comunque presente una forma altra di comunicazione, quella preverbale, che veicolava quelle verità necessarie al mantenimento della vita nel nostro pianeta, bilanciando tra stabilità e cambiamento?Se è così, dovremmo anche pensare ad un'etica preesistente alla nostra, quella della natura, che dà e mantiene la vita, rispetto alla quale l'etica e la morale successivamente costruite dall'uomo dovrebbero impegnarsi alla tutela, nel massimo rispetto. E forse, io penso, quella istintiva e immediata è anch'essa una forma di etica e di morale degli animali, oltre che di comunicazione. Che ne pensate?
A me pare che la storia, assieme all'etica e alla morale, gli uomini la fanno e poi se la raccontano, come a loro piace raccontarsela, cioè sentendosi Dio.Comunque, mi sto dilungando, scusate.
Decentrarmi però mi aiuta a "centrare" meglio l'argomento, mi fa sentire come mia la sofferenza di tutti quegli animali( e uomini, naturalmente) che con me abitano questo pianeta, specie quando siamo noi a procurarla. Noi non siamo i padroni di casa, e dovremmo sforzarci di mantenere viva la nostra morale, farla crescere con noi.
Marika ho visitato il sito dei vegetariani, lo trovo utile e interessante.
56. Luigi Gallo, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 20:22
Be' qui allora entriamo nell'alta filosofia. Se l'etica è innata o addirittura preesistente alla cultura e universale... grandi aporie. Qualcuno vuole cimentarsi?
LG
57. mpaola, Venerdì 6 Aprile 2007 ore 20:28
@Marika (rispondo alla precisazione che hai fatto a Roberto) la nostra campagna non era assolutamente mirata a risparmiare solo la vita agli agnelli. Si parte dall'agnello, che 'vende bene' in fatto di tenerezza (in termini di comunicazione.. e anche di carne ahimé) per sollevare la questione etica del mangiar carne. Se osservi bene, la scritta sul banner è: 'blog contro la crudeltà', quindi chi lo adotta si presume (poi la coscienza è invisibile e personale) che sia schierato, o sulla via di schierarsi nel gruppo di chi è contro la crudeltà (verso tutti gli esseri senzienti) e per il minor male possibile. Inoltre, volutamente, c'è scritto anche "primavera 2007", per dare un senso di apertura del percorso, non di limitazione al giorno di Pasqua ;-). Sono vegan "etica" da 10 anni e perciò sono antispecista..figurati se mi limito agli agnelli. :-)
@Alfonsa Costanza, leggere i tuoi ragionamenti fa bene :-)-
58. Fabrizio, Sabato 7 Aprile 2007 ore 09:28
Grazie Costanza!
Ma, Solo Costanza riesce a fare un commento al filmato? Eppure è un filmato significativo e a dir poco filosofico etico morale educativo, il fatto è che non vogliamo e non possiamo riconoscere agli animali i diritti fondamentali riconosciuti alla nostra specie. Cadrebbe l'impalcatura antropocentrica della nostra specie.
59. Luigi Gallo, Sabato 7 Aprile 2007 ore 11:37
Antropocentrismo comunque sembrerebbe. Per provare sentimenti nei confronti degli animali, mi spiegava uno che se ne intende di psiche umana, dobbiamo in qualche modo sostituirli nel nostro immaginario ad altri esseri umani e, come nel caso degli animali domestici ad es., relazionarci ad essi come se fossero persone. Nulla di male ovviamente (a parte in certi casi qualche nevrosi o invischiamento simile a quello delle relazioni tra umani).
Bello il filmato, emozionante e tenero. Non credo si possa negare che gli animali abbiano cervello ed emozioni, ma che essi siano proprio simili nel funzionamento sia tra le varie specie, sia con la nostra, questo non mi sentirei di affermarlo con certezza. Ci sono stati anche casi fortuiti di "cuccioli" d'uomo adottati da animali, dove si sono potute fare altre verifiche e considerazioni. Bisognerebbe indagare più a fondo. Non sono comunque un esperto. Se c'è qualche psicologo o zoologo in linea mi illumini.
LG
60. alfonsa costanza, Sabato 7 Aprile 2007 ore 12:42
Grazie a te mPaola e a tutti quanti voi perchè incontrarvi e discutere con voi è per me utile e stimolante...
Personalmente amo pensare più alle differenze che alle somiglianze, a quelle si arriva, caso mai, dopo, quando abbiamo voluto costruire una relazione significativa con l'altro...dopo tutto noi pensiamo e percepiamo "per differenza"( Così ci dice la psicologia, giuro, e tutti gli studi sul campo).
Ma il rispetto che vogliamo stabilire con la diversità dell'altro è un atto concreto, che, se e quando attraversa l'etica e la morale (ma anche le scelte che l'uomo opera nelle questioni economiche, sociali, politiche e religiose), è alla base di ogni convivenza civile, fra gli uomini, e con gli animali, ho voglia di dire adesso.
Bene Luigi per la tua precisazione, ricambio gli auguri di buona pasqua di Roberto e così auguro a tutti voi, con il differente significato che, per ciascuno, Buona Pasqua possa avere, religioso, o no.
61. Luigi Gallo, Sabato 7 Aprile 2007 ore 20:25
E bene e grazie anche a te Alfonsa per tutti gli interventi e i nuovi spunti che hai offerto a questa discussione, fuori da prese di posizione nette ma utilmente problematici e aperti al confronto e al dialogo.
Aggiungo un'ulteriore riflessione "filosofica" per Fabrizio: se è vero che per amare gli animali dobbiamo vederli come persone, è forse meno antropocentrista un cacciatore che un animalista. Al di là di chi si preferisca poi fra i due.
Felice Pasqua a tutti!
LG
62. Fabrizio, Sabato 7 Aprile 2007 ore 23:29
Ma ci mancherebbe altro, nessuna somiglianza tra me e un leopardo o la voglia di forzarne alcuna. L'animale è animale, l'uomo è animale, seppur "evoluto"?
Se la risposta è affermativa non vedo perchè non vi possano essere parallelismi e somiglianze, seppur remote.
Se la risposta è negativa, allora siamo figli di adamo e eva, e non vi seguo.
Le mie prese di posizione sono le mie idee e le mie convinzioni scritte fuori dai denti, abbandonando ipocrisie e ormai il cosi di moda "politically correct".
Insomma "parlo come magno" ovviamente e rigorosamente vegetariano :)
Non ho bisogno di sostituire, per amare i miei "cugini", nell'immaginario l'animale e assimilarlo proditoriamente con l'uomo, non renderei giustizia agli animali e alle loro specificità, e ancor di più non ho nessuna necessità che alcuno me lo spieghi, basta guardare negli occhi un animale per capire che non è avulso, come taluni credono, alla nostra specie, anzi gli è molto, molto, vicino. DNA docet.
Serenità per tutti, tanto la mattanza per ora è finita.
Martedì si ricomincia.
Auschwitz inizia quando si guarda ad un macello e si pensa: sono solo animali. (Theodor W. Adorno, citato in Christa Blanke, Da Krähte der Hahn: Kircke für Tier? Eine Streitschrift).63. alessio, Domenica 8 Aprile 2007 ore 01:08
Ho aderito anch io :)
www.ale1980italy.wordpress.com
64. Rock, Domenica 8 Aprile 2007 ore 08:11
Oggi c'è una marcia contro la pena di morte, rispettiamo ogni vita.
Rock
65. Marika, Domenica 8 Aprile 2007 ore 10:10
Per Fabrizio,
grazie per il filmato, i miei occhi hanno bisogno di vedere stralci di vita di intensità simile; sono immagini ristoratrici d'animo, non posso sempre farmi forza da sola.
Sei vegetariano? Non non sei già maturo per diventare vegan? Non è una scelta estrema, è una decisione coerente con le stesse ragioni che ti hanno spinto a diventare vegetariano
66. Fabrizio, Domenica 8 Aprile 2007 ore 10:31
Grazie Marika, sapere che ci sono persone come te, rinfrancano i mio spirito e riescono ancora a darmi la forza di vivere. Anche se è difficile.
Riusciro a diventare Vegan.
La moratoria? anche per gli animali ? O solo per gli assassini ?
Gli animali sono innocenti, ma per loro, figli di un dio minore, non c'e' pace e nessuna richiesta di moratoria.
67. Marika, Domenica 8 Aprile 2007 ore 10:43
Un autore contemporaneo sostiene che l'etica di cui disponiamo, che ha subordinato tutti gli enti di natura all'uomo, non è un'etica adeguata alla salvaguardia della natura e quindi nenache dell'uomo, che ha nell'ambiente naturale la condizione imprescindibile della sua esistenza. Questo perchè oggi il pericolo non proviene più come un tempo dalla natura, ma dal potere conseguito dall'uomo per dominarla in quella forma che, oltrepassando ogni misura, non si limita all'uso della terra, ma spinge fino alla sua usura.
In verità non c'è un potere dell'uomo sulla natura, ma il potere della tecnica sull'uomo e sulla natura. Gli effetti della tecnica non sono prevedibili, l'uomo di oggi non sarà in grado di anticipare e forse di immaginare gli effetti ultimi del suo fare.
68. Marika, Domenica 8 Aprile 2007 ore 13:11
Paola non intendevo criticare la vostra campagna (non posso non condivere il vostro impegno nel sensibilizzare gli internauti), ma non vorrei che chi decida di aderirvi si limiti ad un atto di pietà, ad un gesto simbolico di chi in modo ipocrita pensa di essere nella condizione di poter concedere ogni tanto qualcosa a qualcuno
69. mpaola, Domenica 8 Aprile 2007 ore 22:24
Marika, concordo che il rischio che accada quello che dici tu c'è, nello stesso tempo mi auguro, come Roberto, che il sottolineare una barbarie colettiva porti le persone a riflettere su quello che mettono nel piatto. Non solo a Pasqua.
Fortunatamente, come sai, le alimentazioni vegetariane e vegan (ricordiamoci che esistono gradini intermedi tra le due) cominciano a passare come scelte possibili, abbordabili da quasi tutti. aumentano i prodotti, i negozi, i ristoranti, i libri, i ricettari, i medici (come Umberto Veronesi), che compiono passi verso la diffusione di un'ottica in cui il vegetarismo (e il veganismo intelligente, cioé portato avanti con consapevolezza nutrizionale) sono regimi alimentari più che accettabili.
E poi, da qualche parte bisogna iniziare:-), sui blog non c'erano mai state campagne di sensibilizzazione etico-alimentari, e la Pasqua è stata l'occasione per creare questa.
Come ho già detto, il vegetarismo (o il veganismo) sono traguardi di un percorso individuale, da metabilizzare con il proprio ritmo, noi suggeriamo e basta.
Saluti pasquali a tutti!
70. Luigi Gallo, Lunedì 9 Aprile 2007 ore 00:58
Bene, ormai è diventato un vero e proprio forum. Persino il giorno di Pasqua si continua a discutere...
Per ora è rimasto un discorso quasi in famiglia (vegetariani o semi-tali e vegan). E il resto del mondo?
Caro Fabrizio, penso che lo psicologo di cui sopra parlasse del funzionamento del cervello umano medio-comune. La sostituzione uomo-animale si osserva sia nei casi normali che in quelli patologici (es. difesa o paura delle relazioni). Ma questo è un altro discorso... Mi interessano intanto gli aspetti etici, culturali e nutrizionali, la mia originaria domanda nel post era indirizzata a quelli. Vedo che finora l'orientameno è pressoché univoco, con sfumature solo leggermente diverse. Per questo invocavo anche l'intevento dei degustatori del foie gras o del sashimi. Ero curioso di conoscere le loro emozioni, i loro piaceri e le loro motivazioni. Si facciano pure avanti!
Buona pasquetta a tutti.
LG
71. alfonsa, Lunedì 9 Aprile 2007 ore 11:00
...e poi ci sono i "vegetariani" (?) ( come mi stanno strette le definizioni!) da1 giorno.
Certo, da qualche parte bisogna cominciare, ma senza forzature, mi sono detta, nè in quanto rinuncia sacrificale, nè come eroica o ottusa affermazione di principio. Semplicemente non è possibile per me, addesso, che io mangi carne. Lo sento dentro, non come verità imperscutabile, ma come una convinzione che cmincia a sedimentare una sua concretezza di realtà. Una spinta in avanti e come tale anche un lavoro...perchè, allo stesso tempo, mi accorgo di una certa inquietudine...non mi starò complicando la vita, mi chiedo?
Lascio, e così voglio, che i miei pensieri affiorino alla coscienza perchè così è meglio per me farci i conti. Cioè, queste, al momento le mie ansie:
-come fare quando torno a casa e ho solo 20 minuti per mangiare e riuscire?
-Verdure, cereali e legumi hanno tempi di elaborazione più lunga, niente che possa sostituire una bistecca schiaffata sulla griglia, e non voglio alimentarmi di formaggi, con il loro contenuto di grassi
-dovrò comunque cucinare "doppio" (ho un altro figlio che vive con me e che mangia carne e pesce)
-dove avrò il tempo per la spesa di ciò che mi occorre avere già a casa, quando torno affamata e con poco tempo?
-sono sostanzialmente pigra (e perciò ignorante) per ciò che riguarda la documentazione dei componenti nutrizionali presenti nei cibi che mangio
-sono anemica, così mi dicono quando provo a donare sangue (ho B RH negativo), ma mi rimandano indietro.
E questa che sta alla fine è forse la ragione di ansia più forte, e certo, mi insospettisce pure, perchè, in un mondo diventato "magico" per le soluzioni immediate e miracolistiche che la propaganda ci propina, una bistecca succolenta, così una crema, una pillola o una crociera, rappresentano nell'immaginario nostro la cura a tutti imali, c'è solo da scegliere, basta non pensare non sentire.
Io penso che anche con questo si debba fare i conti, quando si propone una campagna contro ogni violenza sugli animali e per la scelta di alimentazione vegetariana, vegan o che altro non so, per la facilità con la quale veniamo anestetizzati e con la conseguente paura del cambiamento (non sarà poi la paura di affrontare la vita a partire da noi, responsabilmente?).
Per questo, e penso adesso a te, Fabrizio, penso sia importante esserci e parlarsi per costruire progetti possibili, man mano che cresce il margine della loro possibilità.
Se fossimo tutti d'accordo fin dall'inizio, non parleremmo più. Così come se l'altro(uomo o animale, il meccanismo è lo stesso a livelli differenti, dentro e fuori specie) fosse immediatamente me stesso, narcisisticamente assimilato a me, non potrei vederlo, riconoscerlo nella sua identità (e neppure costruire la mia), non potrei discuterci, dissentire o amarlo, anche.------------Nella notte buia di un mondo indifferenziato ( o globalizzato), "tutte le vacche sono nere".
Ma questa digressione non è per te Fabrizio, io credo che tu questo lo sappia, non saresti sennò qui, provocatoriamente a stimolarci, ma anche ad aiutarci a discutere ancora. Solo che io ho imparato che la gente va rispettata anche quando non è con noi d'accordo, va "educata", caso mai, ma non dall'alto, con la forza del disprezzo e della esecrazione perchè davvero, il più delle volte ha bisogno di essere aiutata e compresa, prima che possa cercare di comprendere.
Un'idea, forse ingenua, ma desidero passarvela perchè a me è venuta in mente spesso: se nelle macellerie potessimo trovare, accanto alle bistecche, anche alimenti quali soia, seitan, tufu, ecc, si convincerebbero i macellai e, soprattutto chi va ad acquistare, che scegliere, con la testa e con il cuore, è ancora possibile?
Sono tanti i gradini, lo credo anch'io. Ciao a tutti.
72. Luigi Gallo, Lunedì 9 Aprile 2007 ore 12:58
Qualcuno ha dato un'occhiata al blog di Alessio (commento n.63)? E' ricco di citazioni autorevoli pro veg. Attendiamo sempre i commenti dei gastronomi dell'altra sponda, ma per ora restano silenti...
LG
73. Fabrizio, Lunedì 9 Aprile 2007 ore 17:50
Carissimi!
Per ora è rimasto un discorso quasi in famiglia (vegetariani o semi-tali e vegan). E il resto del mondo?
E' DEBOLE
74. Fabrizio, Lunedì 9 Aprile 2007 ore 18:27
Se qualcuno vuole intervenire, mi sento solo ;(
http://www.ilgrandetalk.it/bacheca/?p=4#comment-105
75. alfonsa, Martedì 10 Aprile 2007 ore 09:54
Ho visitato il post di Alessio "alcuni motivi per diventare vegetariani" e sto studiando "il gioco dell'oca" di Marika.
Ancora grazie. E mi accorgo che essere vegetariani può essere una scelta difficile; non perchè fai delle cose "eccezionali", ma perchè la sua premessa ti cambia, trasforma la tua visione della vita e di te in questa vita. O forse è pure vero al contrario.
Ricordo che Tiziano Terzani citando la sua scelta vegetariana alla quale era approdato ad un certo momento della sua vita, commentava serenamente e con bonario rispetto (non "tolleranza", termine che a me sembra come dire "sopportazione") che la moglie,invece,ogni tanto continuava a mangiare la sua bistecca...
Ma davvero, non voglio dilungarmi, non voglio rischiare l'enfasi del neofito. Invece vorrei anch'io continuare a parlare con altri, che sappiano di potere trovare qui ascolto e rispetto. E se così non è, va bene comunque ...
C'è sempre un'Etica più grande, che le comprende tutte, così sento.
76. Marika, Lunedì 16 Aprile 2007 ore 10:40
Luigi ho letto l'intervento che hai suggerito ( numero 3 http://www.lastelladelmattino.org/buddista/index.php/547 )
L'autore sostiene che l'uomo è intervenuto perchè gli animali si annientavano/ferivano tra di loro. Un bel gesto se non fosse che l'uomo è intervenuto in un solo modo (allevare, per uccidere e per cibarsene)
L'esempio degli allevamenti di galline è emblematico: gli animali sono costretti a vivere numerosi in gabbie anguste, spaventati e in preda di crisi nervose. Per preservarne "l'integrità" gli allevatori intervengono tagliando loro il becco per impedire che si uccidano tra di loro
77. Marika, Lunedì 16 Aprile 2007 ore 10:51
Alfonsa, il primo passo è diventarne cosciente. La coscienza rafforza le motivazioni. Solo allora sarai in grado di sostenere le "difficoltà" che la dieta vegana comporta. Solo allora sarai in grado di distinguere le vere difficoltà dalle difficoltà apparenti
A presto
78. Luigi Gallo, Lunedì 16 Aprile 2007 ore 11:07
E' la stessa obiezione Marika, se vai a rivedere, che gli fa Silvano su quel blog. Però a me era sembrato che Padre Luciano facesse, secondo il suo punto di vista, una riflessione più ampia e generale sull'argomento. Non ha preso in considerazione specificamente gli allevamenti industriali, ma è giusto farglielo notare. Vedremo cosa risponde. Intanto domani o dopodomani interpellerò ufficialmente sul tema l'esperto di wellness e nutrizione che, seppur da te invocato, era rimasto silente finora. Resta collegata :-)
79. Silvano, Lunedì 16 Aprile 2007 ore 19:29
Suggerisco un esperimento, portiamo nostro nipotino in un allevamento di campagna, lasciamolo osservare per esempio le femmine con i suoi cuccioli dopo un pò chiediamogli di sciegliere fra i cuccioli quale vorrebbe mangiare e magari di aiutarci a catturarlo. Se non c'è il modello del padre cacciatore (cosa peraltro comprensibile nella necessità di procurarci cibo energetico per la vita selvaggia) come pensate reagirà?
Silvano
80. Daniele Aprile, Martedì 17 Aprile 2007 ore 17:11
In questo mare di commenti provo a dire la mia..
Prima di tutto sono contrario agli estremismi in generale in quanto mi piace seguire il corpo che da solo tende a raggiungere un equilibrio omeostatico se lo si sa ascoltare, e per essere in equilibrio si può essere ad un estremo solo per un breve periodo. Per me gli estremisti non sono solo i vegetariani o i vegani ma lo sono soprattutto quelli che senza la fettina di carne non riuscirebbero a vivere e se gli proproni di cambiarla con un piatto di legumi ti prendono per pazzo o assumono un espressione disperata (uno si stava quasi per mettere a piangere...).
Per quanto riguarda i vegetariani o i vegani il discorso è molto più complesso in quanto sono tutte persone che almeno si sono posti delle domande e hanno riflettuto a lungo prima di prendere questa decisione e quindi da un punto di vista intellettuale va tutto il mio rispetto per il loro contenuto. Credo che ci siano due tipi di vegetariani e cioè: quelli che lo sono dalla nascita (o almeno dal primo momento in cui hanno iniziato a capire quello che mangiavano) e quelli che lo sono diventati con la maturità. Per quanto riguarda i primi non ho proprio nulla da ridire poichè quasi sicuramente il loro corpo non ha mai richiesto carne per raggiungere il proprio equilibrio. Le persone, invece, che sono diventate vegetariane, o hanno imparato a sentire il proprio corpo (sono contento per loro) o la loro testa (sono meno contento in questo caso) e questi ultimi forse troveranno difficoltà che li farà abbandonare, prima o poi, questo tipo di dieta (mi sa tanto che i vegetariani anziani sono meno dei giovani). Il problema è che spesso sono questi ultimi ad essere un po' eccessivamente fissati con il loro tipo di dieta e ti fanno una testa così ogni volta che gli incontri e spesso hanno un effetto contrario rispetto ai molti vegani o vegetariani che ho conosciuto che mi hanno solo detto "io sono vegetariano e non ho altro da dirti, se lo diventerai sono solo fatti tuoi" oppure "sono vegetariano, non ammazzo gli animali per mangiare, e anche se tu lo fai a me non interessa".
Arrivo ora alla conclusione con due considerazioni finali:
la prima riguarda il fatto che è oggi urgenza planetaria iniziare ad interrogarsi sempre più su ciò che si mangia anche da un punto di vista ecologico perchè se, come fa notare Luigi Gallo, servono 10 chili di piante per farne uno di carne allora c'è qualcosa che non quadra...
Il secondo riguarda la psiche. Si sottilinea sempre che il cibo influisce sulla mente e questo è, per me, indiscutibilmente vero; credo che però sia indicutibilmente vera anche l'equazione contraria e cioè che la mente e il proprio sviluppo emotivo-culturale influenzi giornalmente la sceta dei cibi che si assumono. Può quindi essere interessante iniziare a chiedersi quali siano le cause psiclogiche alla base di un vegetariano o di un "carnivoro" convinto; chissa quante risposte nuove si potrebbero iniziare a trovare, forse non sempre in linea con le proprie scelte etiche.
Qua mi fermo anche perchè iniziare a parlare di inconscio, se non richiesto, è sempre poco produttivo...
Ciao a tutti
Daniele
Ps: la mia dieta è comunque per il' 90% vegetariana, nel senso che più o meno una vota a settimana mangio pesce e una volta ogni 2-3 settimane carne di pollo o maiale.
81. Daniele Aprile, Martedì 17 Aprile 2007 ore 17:16
C'è una domanda che mi ha posto una vegetariana: "ma se l'uomo, come dicono alcuni, può vivere mangiando solo vegetali a che servono i canini?", non so perchè ma sta domanda mi ha fatto riflettere molto.
82. Marika, Martedì 17 Aprile 2007 ore 18:13
"Ma se l'uomo, come dicono alcuni, può vivere mangiando solo vegetali a che servono i canini?"
L'uomo dispone di denti canini perchè è da sempre onnivoro. I nostri antenati erano onnivori ma consumavano in prevalenza vegetali (in verità dallo studio delle dentature è emerso che in periodi più recenti alcuni antenati hanno introdotto carne in maggior misura).
Il problema si pone oggi, quando è inevitabile chiedersi se è lecito continuare a cibarsi di animali nonostante una dieta vegetariana/vegana sia possibile
Ciao, Marika
83. Daniele Aprile, Martedì 17 Aprile 2007 ore 22:51
Marika, a questo punto il problema che si pone è anche se è lecito continuare a produrre verdure e legumi come si è sempre fatto o iniziare finalemente a produrre gli ogm che sono biologicamente molto più resistenti.
La mia è chiaramente una provocazione...
Bisogna stare attenti allora a cambiare la natura delle cose.
Ciao, Daniele
84. Marika, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 01:47
Perchè dovremmo passare agli ogm? Per aumentare la resistenza dei vegetali.. alla desertificazione? Alle variazioni climatiche? Al riscaldamento della terra indotto dalle attività antropiche? Alle emissioni di gas serra?
L'ultimo rapporto della FAO spiega in modo nitido come gli allevamenti intensivi, e non, siano responsabili di un quinto delle emissioni dei gas serra, siano una delle maggiori fonte di spreco di acqua dolce e di falda, e siano una delle cause principali dell'aumento della desertificazione.
Inoltre è noto come grande parte delle foreste dell'America Latina siano state distrutte per creare nuovi campi da destinare solo alla coltivazione di vegetali per l'alimentazione di suini e bovini, mentre a poca distanza ci sono persone che hanno poco da mangiare
E' questo l'equilibrio "naturale" che intendi difendere?
In alcuni Paesi africani, dove opera l'organizzazione umanitaria a cui partecipo, sono in atto progetti in cui i contadini locali stanno strappando preziosi metri quadrati di terra al deserto dedicandosi all'agricoltura (senza sapere cosa sono gli ogm)
Ma sono argomenti ormai noti, anche Marco ne ha discusso nel suo blog. Il vero problema è che nesssuno vuole farsi carico di un pilastro fondamentale dello sviluppo sostenibile (rapporto Burtland): l'equità INTRA-generazionale
85. Luigi Gallo, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 09:31
Avviso gli inarrestabili forensi che l'argomento è stato ripreso, sul piano più strettamente nutrizionale, da Gianfranco di Mare di Wellness&Permormance a partire da qui
Invito a leggere i post molto approfonditi e utili.
LG
86. Daniele Aprile, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 09:59
Marica, csno contrario agli ogm e agli allevamenti intensivi casomai non lo avessi capito nei miei precedenti interventi. Puoi anche vedere il mio sito (clicca sul mio nome) e capirai che ci tengo molto all'ambiente (vedi anche le petizioni in homepage).
Ti ho anche detto che mangio carne solo raramente e suggerisco a tutti i miei pazienti di mangiare carne 2-3 volte massimo al mese.
Sono favorevole a tutte le azioni serie e intelligenti che tu hai scelto di intraprendere.
Ora se il mio equilibrio mi dice ogni tanto di mangiare carne da me che vuoi? Il mio equilibrio naturale mi interessa quanto quello della terra, e ti garantisco che in nessun modo disturbo l'ecosistema. Da me ora che altro vuoi????
Ciao Daniele
87. Marika, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 10:45
Daniele non sono intervenuta per dare giudizi su persone o per imporre delle scelte, ma per correggerti: se in futuro anche in Paesi avanzati prevalessero diete vegetariane e vegane gli organismi geneticamente modificati non sarebbero necessari.
Dal tuo intervento sembrava che gli ogm fossero un male inevitabile da pagare nel caso sulla Terra diventassimo tutti vegetariani
In ogni caso non vedo alcuna attinenza(in termini di ordine naturale delle cose) tra la scelta di diventare vegetariani e la scelta di produrre ogm
Non intendo imporre delle scelte, ma porre delle questioni, stralci di riflessioni
88. Marika, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 10:48
Silvano come è andato l'esperimento?
89. Marika, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 11:21
I bambini sono cresciuti in una società che non insegna loro a distinguere la vera origine di un pezzo di carne. Conosco persone mie coetanee che all'età di 5-6 anni dopo aver partecipato alle esecuzioni sommarie di vitelli in piccoli macelli, "si sono sentiti in dovere" di non mangiare carne.
Un bimbo di 5-6 anni che, invece, non è mai stato in un'azienda agricola, come può stabilire differenze, in termini ontologici, tra un pezzo di carne e un pezzo di plastica?
90. Roberto, Mercoledì 18 Aprile 2007 ore 18:33
Per fare il pignolo, l'ontologia studia l'essere in quanto essere e non si cura dell'aspetto fenomenologico :)
Se poi un bimbo non distingue tra un pezzo di carne e uno di plastica, mi sa che qualche problemi ce l'ha, indipendentemente dal fatto che sia mai stato in una fattoria.
91. Silvano, Giovedì 19 Aprile 2007 ore 06:32
Rispondendo a Marika, non ho sperimentato e non penso di farlo. Posso solo dire che in campagna capita che da bambini ci si affezioni ad un animale, gli si porti il cibo, questo più spesso con mammiferi e cuccioli vedi pulcini, quando giunge l'ora di ammazzarlo sorgono dei problemi. Se mi permettete voglio anche aggiungere che una volta mentre grandinava, un'anitra attraversava di corsa l'aia, uno dei suoi piccoli fu colpito da un chicco di grandine, mi ricordo la sollecitudine di mio zio a raccoglierlo e rianimarlo vicino al fuoco, come me lo ricordo a uccidere un oca tirandole il collo con gran sventolare d'ali.
Le mie motivazioni perchè oggi cerco di non mangiare la carne sono frutto di queste esperienze. I figli di mio zio mangiano carne e sono cacciatori.
Ciao,Silvano
92. Marika, Giovedì 19 Aprile 2007 ore 09:34
Il significato di "ontologici" nel contesto era "qualcosa che va oltre la materia, la capacità di collegare la fettina carne con un entità senziente" (entità che "è altro" e va oltre l'organismo biologico dell'animale vivo)
Comunque è vero l'uso del termine è in parte errato se partissimo dal considerare gli animali come "non dotati di ragione" (indispensabile per distinguere tra noumeno e fenomeno)
L'esempio della plastica è metaforico (materia che non è mai stata dotata di vita, di un sistema nervoso complesso), è stato usato anche a Gaia due settimane fa nella discussione sulla carne venduta nei fast-food
(Grazie per le precisazioni, spesso scrivo saltando dei passaggi, e mi scuso per fare ragionamenti a volte incomprensibili)
X Silvano
"mi ricordo la sollecitudine di mio zio a raccoglierlo e rianimarlo vicino al fuoco, come me lo ricordo a uccidere un oca tirandole il collo con gran sventolare d'ali"
Per alcuni sono comportamenti incoerenti, altri li percepiscono come "normali". Ho ritenuto giusto diventare vegana
93. Luigi Gallo, Giovedì 19 Aprile 2007 ore 12:24
Certo bambini di 5 anni che speculano filosoficamente sull'essenza noumenica della plastica appaiono un po' surreali. Piccoli genietti :-D
Scherzo Marika, non mi rispondere seriamente :-)
LG
94. Luigi Gallo, Domenica 22 Aprile 2007 ore 21:49
Finalmente un onnivoro 100% convinto si è espresso e in dettaglio. Evviva! Vedi qui
LG